
°°ominide è la mia attitudine°°
giovedì, aprile 29, 2004
Ed ecco a voi dieci validi motivi per adorarmi oppure odiarmi e indurvi in questo modo ad abbandonare per sempre la lettura di questo sklero quasi quotidiano. Io personalmente sono arrivata a farmi paura
1) Sono una sedicenne lobotomizzata che alle 7.30 del mattino ascolta Ludovico Van a volumi esagerati, in mezzo alla solita, e ormai nota, selva urlante adolescenziale dell’autobus.
2) Sono l’unica persona, oltre all’amica dandy (a cui penso di dover ormai dedicare un intero post, sia per inchinarmi davanti alla sua presenza in questo locus(molto poco)amenus, sia per specificare meglio la valenza dell’aggettivo dandy nelle nostre vite). Dicevo,appunto, sono l’unica persona, oltre all’amica dandy ormai contagiata, ad indossare occhiali da sole che coprono metà del viso alle 7.30 del mattino, quando piove.
3) Riesco a vestirmi in poco più di cinque secondi, non curandomi dei risultati, e degli sguardi ironici degli uomini prada (aka Morris…), e degli alternativi-omologati (aka tutte le ragazzine urlanti della scuola, più o meno), mantenendo in ogni caso un certo stile.
4) Ascolto musica vetusta e depressa, cantanti spesso drogati, morti, alcolizzati o sconosciuti.
5) Conosco Leonard Cohen, cantautore perlopiù sconosciuto alle miriadi di ragazzine che sfoggiano Kurt Cobain giganti nelle magliette.
6) Sono follemente innamorata di Mr Tarantino, del mio prof di matematica e di quello di chimica (per gli ultimi due ci sono gravi conseguenze, tipo balbettamenti durante le interrogazioni e non, frasi assurde, risate isteriche…anche se più o meno questo è il mio comportamento abituale…)
7) Dopo tre anni di buio assoluto in una scuola che mi succhia tutta la linfa vitale, ho finalmente rivisto la luce, quando l’idolo-cantante-grunge, altrimenti nominato da me Gnugno (inaugurando così, nel lontano primo anno di liceo, una lunga lista di soprannomi), ha iniziato, prima a rivolgermi saluti (o almeno io interpretavo così quegli impercettibili cenni del capo), e poi, a rivolgermi addirittura la PAROLA, con un discorso durato più di un minuto, tra me e lui, partito da lui (più o meno). Verificando così la famosa frase, che mai fu più opportuna “chi l’ha dura la vince”!!
8) Affibio nomignoli assurdi a tutti gli esseri di sesso opposto (ma anche no) che per un motivo o per l’altro attirano la mia attenzione (Gnugno, è il soprannome per antonomasia,[guardare il punto 7], UomoSbrillSbrill, saro, Mr. Cardigan, Louis, Brian, il liscio, uomo delle risse, occhialosa…).
9) Sono “infatuata” dell’UomoSbrillSbrill, o per meglio dire, della sua immagine luccicante e glamour, dei suoi occhi e della sua bocca alla “zio Brian”, e per questo motivo devo essere oggetto di compassione da parte di tutti voi.
10) Ho dei seri danni cerebrali, e sto qui davanti al pc per più di mezz’ora a scrivere un post che sicuramente deluderà ogni aspettativa e vi farà perdere anche la più piccola stima della sottoscritta, bruciando, oltretutto, quei pochi neuroni che mi erano rimasti.

°°ominide è la mia attitudine°°
martedì, aprile 27, 2004
Le giornate come queste, le giornate in cui non hai voglia di fare un cavolo, le giornate in cui arrivi al parco e insieme all'amica dandy ti butti sul prato, lei si accende una sigaretta e tu ti prendi il sole in pieno viso, distesa a pancia in su, guardi il cielo e ti sembra più immenso delle altre volte, come sempre.
Quando ogni stupidaggine che dite vi fa ridere fino a rotolarvi, quando i discorsi seri durano pochi minuti, e alla fine, li concludete con una risata, perchè la voglia di stare male davvero non c'è, perchè la voglia di pensare a tutte le cose tristi che vi circondano, almeno per una volta, la volete scacciare da quel cervello perennemente pronto a un masochismo sfrenato. E allora ridete, parlate dei ragazzi che hanno un bel sedere, che sanno suonare la chitarra, dei BlackRebelMotorcycleClub, degli Smiths e della pubblicità della Tuborg, e dei Led Zeppelin. Cercate di pensare a cosa farete la settimana al mare che in teoria dovrete passare insieme quest'estate, che cosa farete oltre a dormire e dormire e poi magari dormire. Pensate al compito di matematica, ma quel pensiero vola via all'istante, accartocciato in un momento non suo, alle canzoni che dovete scambiarvi 'sta sera su messanger. E poi raccattate gli zaini, raggiungete il piazzale ridete ancora un po' e poi prendete l'autobus, ognuna il suo.
E quando arrivo a casa, giro la chiave, apro la porta e mi sento sola. Quella solitudine amara che si prova anche quando sei circondato da persone a cui vuoi davvero bene, e non riesci a spiegarti il perchè.
E adesso sono qui, ad arrovellarmi se dare o meno l'indirizzo di questo posto all'amica dandy. Se scoprire così tanto di me a qualcun altro. Intanto che ci penso mi lascio trasportare da Ludovico Van, che da sabato, dopo aver ri-visionato l'amico Alex, continua a girare nello stereo.

°°ominide è la mia attitudine°°
domenica, aprile 25, 2004
- “Che c’è? Perché stai così?”
- “c’è che ho appena cancellato un intero post perché mi faceva assolutamente schifo. E io odio quando quello che scrivo mi fa “assolutamente schifo”. In genere mi fa un po’ meno che “assolutamente schifo”. Quando lo rileggo e mi rendo conto che fa assolutamente schifo allora divento isterica. Hai capito bene? Assolutamente schifo”
- “pensi che questa volta sarà meglio?”
- “No, penso che questo post farà schifo uguale.
Quando vedo-leggo-sento qualcosa di esaltante e/o potente non riesco mai a condividerlo con qualcun altro, riesco ad usare solo parole come “bello-forte-wow” che fanno solo comprendere meglio la mia “pochezza” interiore.”
- “e come pensi di fare per rimediare a tutto questo? Soprattutto, il tuo malessere è dovuto solo a questo?”
- “intanto cerchiamo di piantarla con questa psicoanalisi del cavolo, che non è certo arte adatta a noi piccole e misere sedicenni isteriche. E poi comunque non lo so. Non lo so a che cosa è dovuto il mio stato d’animo, non lo so perché mi sento orrendamente male, mi sento cadere da un grattacielo di dieci piani, mi sento schiacciata da una morsa, mi sento compressa nella mia orrenda scatola (altrimenti chiamata corpo). Non lo so ok? E tu che mi torchi con continue domande non fai altro che peggiorare la situazione.”
- “Sei proprio come tutti gli altri, anche se non lo vuoi ammettere. Omologata e catalogata e impacchettata, insieme a tutti gli altri manichini di cartone. Mi fai davvero pena. Spari tante sentenze e poi? E poi dove finisce il tutto? In un’esistenza da ameba senza alcun tipo di autostima ed orgoglio? Ti sembra di poter continuare ad affermare cose che poi non sei in grado di trasformare e plasmare in realtà? Ti costruisci il dolore, te lo inventi, ti fabbrichi le paranoie su misura, proprio perché non hai niente da rimpiangere, non hai niente da recriminare. A nessuno. Vai solo in giro a sparare a zero su truzzi-fintialternativi-fintiAmantiDelRock-fintiAmantiDell’arte. Chi sei? Con che metro giudichi gli altri? Cambia te stessa, e poi, solo a quel punto permettiti di guardare un’altra persona dall’alto in basso. Solo a quel punto.”
- “….”
- “brava. Fai silenzio. È meglio per tutti. Almeno per oggi.”

°°ominide è la mia attitudine°°
venerdì, aprile 23, 2004
La vostra blogger dotata d’armi di distruzione di massa in bocca, preferita, is back.
Seduta qui davanti con lo sguardo penzolante cerco di pensare a qualcosa di sensato da dire, forzando i neuroni del mio caro cervellino (che per adesso è tornato al “lavoro”, dopo quel lungo sciopero cui vi accennai tempo fa), a un minimo esercizio psico-motorio, cercando anche di schiacciare i tasti giusti.
Tornata ieri sera dalla “gita” a Milano (due miseri giorni) devastata al punto giusto, oggi sono anche andata a scuola.
Ora, a questo punto, vi lascio immaginare in che stato comatoso vegetativo sono, dunque vi prego di non arrabbiarvi per il contenuto frivolo e saltellante di questo post. (che poi, tanto per inciso, “frivolo” e “saltellante” sono i sinonimi per antonomasia della qui presente sedicenne giulia arrabbiataConIlMondo-futuraOmicidaDell’uomoViscido(dentista)-
AcuiTuttiChiedonoSempreLeSigaretteSolamentePerIlcoloreNeroDeiVestiti(chePoiNonSonoNeancheCalzeStrappate,CrociAlContrario,TutineDiLattex,
PizziStrabordanti,semplicementeComunissimiVestitiNeri),
IsolataDallaSelvaGiovanileUrlanteChePopola l’autobusPerIlFattoCheAscolta”OrribileVecchiaMusica”eGruppi,
IqualiCantantiHannoMinimo40anni
OppureSiTruccanoO,meglioAncora,SonoMorti……)
Di che parlare dunque? Di quanto sono stata beneMaleFeliceTristeSaltellanteNervosaAlLivelloLimite in questi due giorni? O di quanto continuo a sconvolgermi di quante cose BelleBrutteGrandiOrribiliPazzescheInimmaginabili esistono? O ancora di quante persone truzzeTrasgressiveGialleNereViolaNormaliVecchieGiovani
BelleBrutteGrasseScheletriche si possono trovare nella stessa città o ancora meglio nel fertilissimo habitat “naturale” denominato anche metropolitana? Di quanto sia bello girare in due o tre con una cartina in mano per vie sconosciute con il naso in su a guardare un cielo radioso? Di quanto sia triste consumare un rullino in una giornata, cercando di stringere forte tutti i momenti della vita per non lasciarli andare via e perdersi quindi nell’oblio della memoria? Non voglio parlarvi di tutto questo, perché non ne sono in grado, non sono capace di trasmettervene la grandezza con il mio misero dizionario, non sono capace di farvi rivivere gli stessi colori che ho vissuto io. Colorate la musica, suonate i colori, scrivete il cielo. E ascoltate il silenzio. Soprattutto.

°°ominide è la mia attitudine°°
lunedì, aprile 19, 2004
Mi fa male, vederlo in diecimila magliette indossate da ragazzine urlanti. È quel dolore sordo che ti prende quando vedi una cosa bella rovinata, un’opera d’arte sfregiata, un manichino riverso in una pozza di sangue non suo.
Cammini lentamente nelle Converse rosse che ormai non hanno praticamente più valore, che portano tutti, perché sono di moda. Pezzi di tela assolutamente poco resistenti, che si inondano alla prima pioggia improvvisa e si distruggono in un niente. Ma sono di moda. E tu continui imperterrita ad indossarle cercando in qualche modo di distinguerti in ogni caso da quella selva di ragazzine esagitate, che ti scivolano accanto. Fiere di quel viso stampato sulla maglietta, quegli occhi tristi, quei capelli biondi, quel sorriso spento. E non ne capiscono il valore. E lo venerano e lo adorano come simbolo, come icona da imitare, perché si è ribellato alla vita, perché si è suicidato.
Ed è un dio, perché ha fatto tutto questo.
E invece non capiscono, che tutto quello che poteva trasmetterti era solo tristezza, angoscia, oblio nero e infinito, che se ci cadevi dentro, non ti rialzavi più. E non lo ascolto mai, io, a parte qualche sporadico passaggio nel lettore, perché mi taglia troppo nel profondo e mi strazia troppo nell’anima. Lui e tutta quella brutta storia. Lui e tutta la sua vita. Lui e il suo momento nella mia vita. Un momento buio e orrendamente triste, un momento di caduta infinita dentro me stessa. E lo odio per quello che ha fatto, lo odio per essere stato così splendente nel suo peccato, lo odio per aver sperperato il suo talento. Ma lo ringrazio per tutto quello che ha dato a molti, in modo più profondo che a me.
E mi odio per non essere vissuta anch’io quando c’era lui, o meglio, di non essere vissuta quando c’era lui, in un’età decente per poterlo capire, e per poter respirare la stessa aria che respirava anche lui, e gli stessi avvenimenti.
Ma probabilmente, è meglio così. È meglio che non ci sia più, che non abbia continuato a subire ciò che odiava, per quanto sbagliato, che non abbia continuato a cantare per qualcosa in cui aveva smesso di credere.
Che non abbia continuato a respirare per qualcosa che non aveva più valore.
Sogni d’oro angelo biondo.
+AlL aLonE is All We aRe+

°°ominide è la mia attitudine°°
sabato, aprile 17, 2004

+mi sono decisamente innamorata di questi uomini+
Ieri sera.
Il secondo concerto più bello visto fin’ora, dopo quello dei Placebo.
Intimità graffiante, voce roca, e isterica, e affascinante.
Poche persone, emozione di sentirli a due metri da te, emozione di renderti conto
che se siete cento/centocinquanta in tutto, è tanto.
E Finn che entra, 19 anni, magro come un chiodo, capelli a spazzola,
-ma no, non è lui, non hai visto com’è entrato? Sarà un altro tecnico, e poi non ha mica i capelli così-
prende la chitarra, si gira, accenna un sorriso e incomincia a cantare.
Così. Neanche il tempo di un applauso.
E canta. E graffia il cuore. E lascia il segno.
E i suoi occhi grandi e azzurri, quasi perennemente chiusi in una smorfia di tristezza, le sue mani sulla chitarra, la sua bocca sul microfono.
E le canzoni, una dopo l’altra, quasi senza fermarsi, quasi senza neanche dire “Thank you” agli applausi della gente.
E pochissime frasi, mormorate, sorriso timido.
Dieci o undici canzoni, nessuna interruzione, nessun bis, nessuna “ri-uscita”.
Solo così, a ricordarti il valore della musica, della bella musica, di una bella voce.
E poi tornare a casa, in macchina, e ridere e pensare.
E a casa, finire di vedere Velvet Goldmine, con l’amica dandy ormai persa dentro ai suoi vortici rock e luccicanti.
E alle tre a letto, domani c’è scuola.
A letto e con la luce spenta, continuare a parlare, a dire stupidaggini, fino alle quattro e mezza.
Forse è ora di dormire.
Due ore. E poi sveglia.
E scuola e ora casa.
E forse adesso letto, ma dopo di nuovo fuori. A cercare di spazzare via l’oscurità.
A cercare di rimandare indietro la tristezza che come sempre si arrampica sulle gambe.
ThE vEilS _ mOre HeAt tHaN liGhT

°°ominide è la mia attitudine°°
giovedì, aprile 15, 2004
Giornata devastante. Giornata distruggi-anima, calpesta-cervello, graffia-cuore.
Come prima cosa, c’è LUI, di cui, però, è meglio non parlare, almeno non oggi.
Come seconda cosa, c’è un film, che può essere piaciuto, può avere fatto schifo, può avere deluso..a me ha fatto solo PIANGERE. Piangere, da cinque minuti dopo l’inizio, fino alla fine. Quasi ininterrottamente. E non voglio nessun commento sulla religiosità che è personale ecc. credo fermamente in Dio, e se qualcuno non è d’accordo con me, non importa. Non importa, perché è solo per questo che esiste l’odio, il razzismo, perché esistono le guerre. Solo perché esistono dei fanatici, persone che fanno tutto in nome di Dio, gettando su di lui, invece, solo rabbia e distruzione. E lacrime e sangue. Gente che frantuma vita e risate. E occhi azzurri-neri-grigi-verdi-marroni-blu o quello che volete.
Vorrei stravolgere i miei valori, andare per strada e urlare a tutti quanto fa schifo questo mondo, prendere la gente e scrollarla fino a quando nei loro occhi non tornerà un lampo “decente” di vita. E non solo manichini di ferro. E non solo azioni meccaniche. Ma vivere per vivere, e non per scuola-lavoro-casa-soldi-macchina-cellulare-scarpe-borsaFirmata-pantaloneArmani-orecchiniDiDiamanti.
E poi mi dico, ma che importa? Che importa, se le persone muoiono, si ammalano, piangono, marciscono, che mio padre sia in Iraq (certo per soldi, sì ovviamente, proprio così), che mia nonna sia morta un anno fa, mio nonno quattro, l’altro mio nonno non l’abbia mai conosciuto, che in questo momento chissà quante cose stanno accadendo e io non ne so niente?
A che importa se tanto continua ad esistere gente come me, amorfa sedicenne che vomita non appena non si sente in pace con se stessa, non appena sente il marcio fuoriuscirle da dentro, non appena si vede nera dalla testa ai piedi; se esiste gente che si droga, gente che lo fa così, tanto per divertimento, gente che spara, gente che si diverte a fare del male ad altri, gente ignorante, e felice di esserlo, gente che maltratta gli animali, gente che non pensa ad altro se non a che cosa farà domani sera?
Probabilmente una mia risposta ce l’ho, ma a voi non deve interessare, ognuno di noi la deve dare solo e unicamente a se stesso, cercando di essere il più sincero possibile.
+Tanto la vita, è solo questa+
+E la vErItà è cHe la gEnTe StA mALe+

°°ominide è la mia attitudine°°
mercoledì, aprile 14, 2004
Tornata dalla passeggiata che deve diventare quotidiana, adesso che incomincia veramente la primavera. Tornata dalla passeggiata con Brenda che ringrazia sbavandomi sulla mano e scodinzolando (per quel che le permette quel “moncherino” che si ritrova), guardandomi con occhi felici nella loro perenne tristezza.
Io e il mio passo strascicato, io, il maglione nero, i pantaloni neri della tuta, gli anfibi. Io e stranamente niente auricolari. Io e come unica colonna sonora il mio silenzio, la sera. E poi il parchetto deserto, l’altalena, il sedersi e dondolarsi piano piano, e Brenda che corre dietro ad un amico immaginario, che corre solo per l’idea di correre. Correre. Punto. Mica un umano, mica correre per altri, correre per premi, correre per gare, correre per antagonismo. No, puramente correre. Correre con il suo valore ancestrale. Mica stupida. Mica umana. E lì, sprazzi d’infinito, sprazzi di vite già vissute, di azioni, pensieri, gesti, movimenti già fatti.
E intanto la vita, tutta intorno a te scorre, a velocità supersonica, vortica, nel suo consumismo vorace, e tutti, guardandoti, riderebbero e ti guarderebbero con finta tristezza (per quella vera non c’è tempo), pensando a quante cose stai perdendo, quanti attimi di corsa. E invece io mi fermo. Inchiodo. E basta. Adesso, un minuto per me, per favore. Un minuto di assoluta stasi.
+I’m prepared for one big silence+
p.j. haRvEy _ tHe rIveR

°°ominide è la mia attitudine°°
martedì, aprile 13, 2004
Vi sembra che un inizio del genere (vedi sotto) basti a spezzare la mia, ormai proverbiale, vitalità (da ameba)? Certo che no! Dopo un'intera giornata passata sostenuta da soli caffè nello stomaco, 3 ore di sonno, pulizie della casa degne di Mastro Lindo, litigate con mia madre, anzi, per meglio dire, scenate di mia madre fatte contro un muro, e-mail da leggere da parte del padre_umorista, musica rasentante il livello massimo della sopportazione delle orecchie, eccomi qui. Fresca e pimpante come una rosa.
Mi stanno però ricordando che bisogna segnalare un fatto della massima importanza: dopo l'ultima sequenza anarchica della giornata, di note musicali, per altro di alto livello, in certi casi addirittura massimo (Siouxsie-Placebo-Verdena-PJHarvey-e non mi ricordo altro), a un volume devastante, il mio cervello non ha retto, si è rassegnato e ha chiuso definitivamente i battenti, fino a tempo indeterminato. Ci teneva che lo facessi presente, pensando, probabilmente, che si sarebbe notato un notevole calo nell'uso del lessico e nella costruzione del periodo. Ma soprattutto, nei CONTENUTI.
Tornando indietro e rileggendo quanto appena scritto, mi rendo conto che le differenze non sono poi così notevoli, e mi sorgono dunque spontanei alcuni dubbi, che, per mancanza di tempo, non starò qui ad elencarvi, sicura che i più frizzanti e attenti di voi avranno già chiari stampati in mente.
Ad aggravare la situazione però, arriva di soppiatto il fatto che domani la sveglia suonerà esattamente alle 6.30, che dovrò alzarmi, lavarmi, cambiarmi, buttarmi fuori di casa, correre all'autobus (che non perderò per un soffio, come sempre), arrivare a scuola, bere il caffè, cercare un piccolo appiglio, incrocio le dita, nel saluto (parola grossa, meglio cenno), dell'uomo-idolo, cantante di un gruppo grunge, che ha una voce fantastica e che_oh mio Dio_si è appena lasciato con la morosa, l'uomo che idolatrate dalla prima superiore e che, da due settimane a questa parte, non si sa per quale oscuro motivo, ha iniziato a salutarvi (o per meglio dire, indirizzarvi dei cenni con movimenti del capo) dopo ben 3, dico TRE, anni. E dopo tutto questo, cinque ore di scuola, e poi biblioteca, e, come minimo altre cinque o sei ore a bruciare i neuroni del cervello, cercando di recuperare il tempo perso durante le vacanze, in cui li avete bruciati in ben altri modi. E, alla fine, di nuovo casa, di nuovo pc, forse, e di nuovo blog. E ancora facce virtuali, pacche sulle spalle fatte di pixel, abbracci e baci mandati a navigare attraverso la rete, senza un minimo di ritegno.
PeArl Jam_WiShlisT
EliSa _ daNcIng
Non ci si può ridurre così, non si può piangere alle 4.53 di mattina per una persona che sta dormendo beatamente, nemmeno sfiorata da sensi di colpa (che giustamente non ha), sono più di tre settimane che non passa davanti ai miei occhi e il mio cuore grida. Non è da me, non è da persona con un minimo di intelligenza. Non ho idea di chi sia. è solo talmente splendente che mi acceca. è solo così brillante e profondo in superficie. Ho voglia di un suo sorriso inciso nella carne.
Fino a quanto si può umiliare il nostro io? Fino a quanto potrò continuare a cadere? Ho voglia di una stretta che mi tolga il fiato, di una persona che mi voglia bene per quello che sono e non per quello che potrei essere +mI oDio Già aBbaStaNza+
_I'm dancing in the room as if I was in the woods with you No need for anything but music Music's the reason why I know time still exsists Time still exsists_
La dolcezza infinita letta negli occhi della mia gatta. La voglia di farmi le coccole e strusciarsi su di me facendo le fusa. Tutto questo può farmi solo più male.
+ MaRleNe KuNtz _ E pOi il bUio +

mi chiedo perchè mi devo accontentare dei Blue. mi chiedo perchè mi devo accontentare di una sola vita. mi chiedo perchè non potevo scegliere tutte le cose più belle da tutti i posti del mondo e costruirci il mio mondo di cristallo prima di nascere. mi chiedo perchè la bellezza di una canzone è ancora in grado di farmi piangere. mi chiedo perchè la bellezza di una giornata passata con persone a cui voglio davvero bene, in una città bellissima, non basti ancora a colmare il vuoto dentro di me.
+Ora il sole disegna un commiato straziante
di squarci roventi fra nuvole ostili,
veloci nel giungere a frotte
sui miei capogiri.
Nell'ombra del monte mi pento
di averti lasciata
tornare
E poi il buio,
neanche un graffio di luna nel cielo+

°°ominide è la mia attitudine°°
lunedì, aprile 12, 2004
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CENSURATA Shut up - Black Eyed Peace (si parte malissimo)
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CENSURATA 50Cent - In the club(solo perchè è un bel ricordo-_-)
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Beatles - Obladì Obladà (si cerca di dare un po' di tono..)
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Caparezza - la fitta sassaiola dell'ingiuria (la punta di diamante..)
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CENSURATA Dragostea Din Tei - Hauducii (mi diverto!)
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CENSURATA Kevin - Turn me on (ricordo di Londra ç__ç)
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Jet - Are you gonna be my girl (qui però spunta quel po' di orgoglio rimanente)
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Meredith Brooks - I'm a bitch (si continua su un certo livello)
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Anouk - nobody's wife (ricomincia il declino)
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NoDoubt - don't speak (non accenna a fermarsi)
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Bee Gees - Staying alive (non ci posso credere...)
Non è perdonabile che io abbia potuto anche solo concepire una compilation del genere. Tralasciando poi l'assoluta vergogna per le prime due canzoni (la cui punizione sarà l'aumento di almeno due mesi della permanenza di ferro nella mia bocca), e tralasciando l'anarchia che regna sovrana nella disposizione dei brani, bisogna domandarsi (cercando dunque una misera scusa) che cosa sia successo al mio stato mentale e psichico. Il fatto che io abbia pensato a una cosa a tal punto aberrante può significare solo una grave crisi di identità o almeno una depressione latente in questi giorni in cui mi sento addirittura ABBASTANZA bene. A volte ho delle fitte allucinanti alla testa, segno che il mio cervello sta iniziando a decomporsi, ma oltre a questo, nient'altro. Nient'altro, vuoto assoluto attorno a me e dentro al mio corpo. Avete presente quei "cosi di fieno" che rotolano nelle strade polverose dei film western? Bene, esattamente quelli. Dentro di me sento rotolare proprio quei cosi. Vuoto, aria che soffia, alberi spogli, vento, pioggia, nuvole. Ho bisogno di corpi che si intrecciano al mio. Di amore incondizionato.
Qualcuno disponibile a darmene un po'?
VerTicaL hoRizOn _ giVe yOu bAck

°°ominide è la mia attitudine°°
sabato, aprile 10, 2004
sveglia alle 8.05, ieri chiuso gli occhi alle 2.50. occhiaie che arrivavano alle ginocchia. mi alzo, mi lavo, mi vesto, mi trucco e mi butto fuori di casa per correre a prendere l'autobus, che non perdo per un soffio. Le Converse rosse e i jeans alla caviglia (stile "acqua alta a Venesia"!!)il cappotto al ginocchio nero, la matita nera sugli occhi e il rossetto rosso fuoco. alla Siouxsie. incontro l'amica dandy. passeggiata al mercato. trovati. trovati. un paio di occhiali fantastici. neri che coprono metà della mia faccia...spaziali! in giro a guardare la gente dall'alto in basso, con la nostra barriera occhialosa di plastica, con il nostro plexiglass luccicante, egocentriche al punto giusto, sicure di sè e sprezzanti dei branchi di truzzi e finti controcorrenti che girano schiamazzando. Finti dandy crescono, mi si arrampicano addosso, cercano di piantarmi le unghi sulla carne. ma la superiorità è imbarazzante, allora sistemo gli occhiali, infilo gli auricolari e mi isolo dalla selva giovanile urlante dell'autobus. che vita misera.
Creep - Radiohead

°°ominide è la mia attitudine°°
lunedì, aprile 05, 2004
+Mi sento imprigionata in un corpo storpio che mi tarpa le ali+
.Imprigionata.
+In una di quelle maglie bianche da manicomio, con le maniche cucite sul petto+
Penso alle persone cui voglio bene e che cercano di fare del male a loro stesse, ai loro cuori che urlano implorando un po’ di affetto, “aggrappati al mio cuore, sfregiami le braccia, sfoga la tua rabbia” Glielo urlo in faccia, ma non se ne rendono conto, che il dolore, il dolore è come mille bolle di sapone, splendide nella loro bellezza distorta, crudeli nel loro essere sempre inafferrabili. Svaniscono quando si cerca di catturarle, e sembrano infinite, e sembra infinito. Poi però arriva un bimbo e con i suoi occhi azzurri e la bocca aperta in un’espressione di meraviglia, tocca le bolle con un dito, e sorride, quando le minuscole particelle di sapone gli bagnano il viso.
+lasciami essere il tuo bimbo dagli occhi ingenui e cristallo+
+And now my feet don’t touch the ground+And now my feet don’t touch the ground+

°°ominide è la mia attitudine°°
sabato, aprile 03, 2004
Ed ecco il mio cambiamento, ed ecco la mia rinascita, voglio guardare in alto, voglio guardare avanti. Come il mio *SwEeT PrinCe*. Verso un nuovo cielo, verso una nuova vita, verso una nuova me stessa. Ho bisogno di un paio d'ali azzurre, ho bisogno di distruggere le mie catene dorate. Ho voglia di volare da lui e fargli sentire la vastità e la profondità della mia "StrAnGe inFatUatIon".Ho bisogno di vederlo. Ho bisogno di sentirlo ridere. Ho bisogno di sentirlo pronunciare il mio nome°°°°°
+Me and you baby,
still flush all the pain away
So before I end my day
remember
My sweet prince
you are the one+