
°°ominide è la mia attitudine°°
mercoledì, giugno 30, 2004
E ritornata mi sento così svuotata e senza stringere di nuovo nulla tra le mani.
E il tuo sorriso.
E le tue labbra.
E la tua pelle.
E il tuo naso.
E la tua mandibola.
E il tuo tutto.
E il tuo essere superficie e simbolo.
E ogni volta che ti vedo, mi distruggi dentro e mi fai bramare il prossimo incontro.
E ogni volta è sempre così breve.
E ogni volta sei sempre così lontano.
E sono ancora capace di ascoltare canzoncine da diciassettenne infatutata.
E tutto il mio cinismo finisce, davanti a te.
E tutta la mia presenza di spirito si esaurisce.
E sono solo parole balbettate, e frasi biascicate.
E sono capace di far star male le persone con il mio comportamento.
E sono riuscita ad ergere un muro con la mia migliore amica.
E mi sento così orribilmente vuota e fluttuante.
E tutto questo non lo accetto.
Perché si cade sempre. Ma prima o poi ci si rialza.
E domani taglio drastico. E domani si cambia a tutti i costi.
E al nostro prossimo incontro rimarrai senza parole.
E il taglio distruggerà ogni più piccola ammirazione che ti era rimasta di me.
E la rasatura distruggerà i tuoi tabù da parrucchiere fissato.
E forse il mio oltrepassare il confine ti farà barcollare.
E ti darà un’emozione.
Ma tutte queste, sono, come al solito, vuote speranze, viaggi mentali.
E i cambiamenti all’involucro, non cambiano di certo l’essenza.
Ma magari ne danno l’illusione.
E in questo momento un’illusione è tutto ciò che voglio.
Jesus and Mary Chain_Happy when it rains

°°ominide è la mia attitudine°°
mercoledì, giugno 23, 2004
Ritrovarsi il 23 giugno con la felpa e i pantaloni lunghi mi irrita abbastanza.
Ritrovarsi il 23 giugno con una gola che per quanto è gonfia quasi non fa passare l’aria, e una testa che se la sbattessi contro il muro farebbe meno male, mi irrita anche un po’ di più che abbastanza.
Ritrovarsi in questa situazione alle porte del fatidico incontro (atteso da più di un mese oramai) con l’UomoSbrillSbrill mi fa irritare oltre misura. Arrivare lì con una faccia cadaverica, due occhiaie da paura, lo sguardo vacuo e spento, e magari mettiamoci pure la bavetta che non ci sta male, non è decisamente quello che progettavo.
Non che pensassi di farmi desiderare fisicamente da lui attraverso abiti succinti e trucco perfetto (……..), però neanche presentarmi come se fossi reduce dalla seconda guerra mondiale…
E poi, diciamocelo, oltre a questo pallore malato ci mettiamo anche il sorriso che mi contraddistingue, oltre che per essere a 45 denti, stile pubblicità ActiGum, è, come ormai i più ben sanno, di un argento metallico sfavillante. Potrei diventare un qualsiasi personaggio maschile antipatico e bellimbusto di un qualsiasi anime giapponese, con il sorriso e la stellina (S.B.R.I.L.L). Ma, in ogni caso, pur sempre di metallo si tratta, e per quanto possa sbirluccicare il suo colore predominante è il grigio, e non è che il grigio dia chissà che gran luce al viso…
Non dimentichiamoci poi, soprattutto, dei chili di trucco che la vostra eroina tragica cerca sempre di mettersi con il vano sogno che per una volta tutta quella matita nera non coli, apparendo così, alle menti estranee, come una dark mal riuscita, o, ben peggio, una metallara balorda (che l’amica dandy non me ne voglia…e comunque, anche tu, sbandierare così, ai quattro venti la tua fede in pelle-alcool-capelli unti, di certo ne perdi un po’ dal lato artistico e snob…ma si sa, da un antico saggio impariamo “de gustibus non disputandum est”, e comunque, non ti preoccupare oltremodo, ci avvaleremo di qualche piccione viaggiatore, in caso di mancato funzionamento di cellulari e affini…giusto per sapere in diretta della tua morte attraverso qualche urlo metal lanciato alle tue spalle…). Dunque dicevamo, i prossimi giorni non si prospettano sicuramente rosei, perché oltre a tutti i dati estetici finora proposti, dobbiamo puntare il dito sul problema peggiore.
Il suono della mia voce.
Se il fatidico UomoSbrillSbrill non sarà ancora scappato alla vista del mio non-corpo-ambulante, di sicuro metterà in atto questo impulso dopo il primo “ciao”. Al suono di una voce gutturale e cavernosa, il suo animo fragile e, per l’appunto, SbrillSbrill, non reggerà in alcun modo.
Che sia questa la fine del tanto ambito UomoSbrillSbrill?
Fine prima parte.

°°ominide è la mia attitudine°°
lunedì, giugno 21, 2004
Da che cosa partire, per raccontare tutte le emozioni racchiuse in una giornata fantastica. Da che cosa partire, dalla sveglia alle 6 dopo una notte quasi insonne, o dalle quattro ore in macchina con i genitori della tua amica così strani, o dal lettore che faceva girare inesorabilmente KissmeKissmeKissme, e da JustLikeHeaven ripetuta alla nausea, dall’arrivo, dalla gente di tutti i tipi, dell’entrata, dei biglietti nonabilitati, degli uomini dello staff e i loro sorrisi e i loro nonTiPreoccupareAdessoSistemiamo, degli stand e le magliette, del braccialetto arancione, della gente, dell’atmosfera che si respirava, dell’incredulità, dell’autografo di Alex Band (ebbene sì XD), del suo fisico così simile a quello dell’UomoSbrillSbrill, delle sue fan urlanti tutte colorate, dei miei pantaloni e della mia canottiera nera e delle AllStar rosse, del look dark-tamarro della Saru (…) come di molta altra gente lì presente (…). Degli Starsailor, di tutta la gente DevastataFumoAlcoolRock’n’Roll, perché loro sono controcorrenti, del fatto che mi sono innamorata perdutamente di PJ Harvey, del suo vestitino giallo, delle sue scarpe fucsia, del suo sorriso e soprattutto della sua voce pazzesca, e della quarta fila, dell’entrata dei Pixies, e del pogo allucinante che è partito, e del mio tentativo di uscirne indenne, nessuna voglia di corpi addossati gli uni agli altri con forza, non dopo tutto quello, non dopo di Lei. Della Saru e dell’ennesimo uomo usa&getta da concerto, delle fette d’anguria, delle bottiglie d’acqua senza tappi (…), del tipo ubriaco che voleva i miei occhiali per un attimo e che mi ha bruciato (per sbaglio) con lo spinello, del prato, di Ben Harper che mi ha estremamente colpito, piaciuto in una maniera incredibile, e alla fine dell’attesa. L’attesa più bella. Dei due ragazzi di Terni, uno che doveva dedicare Boys don’t cry alla Valentina (?), l’altro che continuava a prendere in giro il mio accento e tutte le mie lettere mangiate (…) e le buste di acqua che ci si tirava addosso, e dell’attesa che si faceva sempre più insopportabile, e dei:
AdessoMuoioOraEntraRobert eSeOraMiScoppiaUnaVenaNelCervello eMuoio eNonRiescoAvederlo, e del fumo e Lui che esce, e dei suo capelli e della sua faccia cicciotta ma il suo sorriso sempre uguale, del suo rossetto, della mia morte cerebrale, di tutte le canzoni, della sua chitarra, della sua faccia nei maxi-schermi, della Sua Musica, della Loro Musica, del ragazzo immaginario, del ragazzo che Non Deve Piangere, del ragazzo fragile e timido e dei suoi saluti imbarazzati alla fine, e del bis con aForest e delle mille foto che sicuramente non saranno venute. Dei CureCureCure dentro la pelle dentro al cervello e soprattutto dentro al cuore. E poi più niente. E poi oblio.
E del fatto che ormai non posso più ritenermi una sedicenne complessata&incompresa, e che ormai sto diventando troppo vecchia, e che tutto ciò non mi va affatto bene.

°°ominide è la mia attitudine°°
giovedì, giugno 17, 2004
E si sgretola in qualche modo. Tutta quella felicità effimera che mi fa stare in piedi e parare i colpi, e tutti quei sorrisi mischiati insieme, e collage di denti uno sopra l’altro, e parole forti, false, cantate, vere, intense
e io ho sempre così paura di tutto.
(Franta e rifratta si aduna in una corsia la luce che il sole disegna andando via.)
E rovino sempre ogni cosa con questa sensazione d’inferiorità e inadeguatezza, di bassezza umana che trasborda dal mio corpo, dalla mia carne, come fumo nero che esce da me e copre tutto e tutti.
E la paura mi blocca in tutto,
(Anche un gabbiano che passa per quella via per un istante s’indora con la sua scia.)
in ogni situazione, e non riesco ad andare al di là delle cose, a trasmettere agli altri il mio amore per i battiti e le pulsazioni e le melodie e le onde.
E la sister-amora che passerà un anno della sua vita lontana da me, e questo mio ergere muri attorno al mio corpo, e tutti gli uomini fittizi della mia mente alla spasmodica ricerca di coprire l’unico che mi dà delle sensazioni vere, ma che in ogni caso è traballante dentro di me come una castello di carte, e il mio nascondermi dietro a tutto, e il mio finto essere allegra con tutto e tutti, e il mio finto cinismo e menefreghismo.
E la mia paura verso un mondo che ritengo ostile.
(una carezza si corica sul mio viso che interpone il suo velo, sperdo lo sguardo in fondo al cielo e ti resta una faccia fotogenica.)
E tutta la mia aggressività repressa dovuta alla ferraglia nella mia bocca. E tutto questo dolore sordo nel basso ventre che m’invoglia solo a vomitare.
E nessuna lacrima dai miei occhi.
(Guardo nel sole che fugge e mi porta via, guardo nel sole fingendo la poesia.)

°°ominide è la mia attitudine°°
mercoledì, giugno 16, 2004
Ho sonno, mi si chiudono gli occhi, ma voglio continuare a volare. Voglio continuare a sorridere indefinitamente, sorrisi che si allargano in pieghe del tempo, e rimangono indelebili.
Indelebili nel cuore di chi li riceve.
E io ho il tuo, marchiato a fuoco nella pelle.
Ma non mi ricordo di te in questi giorni d’afa e spensieratezza, non mi ricordo delle linee del tuo viso, della linea della tua mandibola, del tuo collo, della tua bocca, del tuo naso.
Delle tue linee marcate e dolci allo stesso tempo.
Del tuo viso così spigoloso, ma così dolce quando sorridi.
Del tuo sguardo fisso e attento.
Quando parli di qualcosa, o ascolti qualcuno.
Chiunque esso sia.
Perché rivolgi quello sguardo a chiunque ti parla.
Guardi ognuno con un interesse disincantato, puro e semplice.
Interesse per ogni cosa che esce dalla sua bocca.
E lo guardi così intensamente da imbarazzarlo.
E pensare a te fra una settimana o poco più, di nuovo di fronte, dentro, fuori, intorno a me, mi fa paura.
Tanta paura.
Ho paura di rivedere il tuo collo, ho paura di incontrare di nuovo i tuoi occhi.
E so che per quanto adesso sei sbiadito e offuscato, basterà un unico sguardo, un unico sorriso, per farti ritornare dentro di me inesorabilmente.
E l’altro giorno camminavo per strada,
e qualcuno mi è passato in parte e aveva il tuo stesso profumo.
E non lo so perché ne sono convinta, non ho mai fatto caso al tuo profumo,
ma ne sono certa. Assolutamente certa.
Senza ombra di dubbio.
E per quanto ancora la mia immagine di te continuerà a perseguitarmi?
E risate sai, l’altro giorno, risate su di te,
l’amica in comune che mi dice quanto sei lunatico,
e lei non sa di questa _strange infatuation_ ,
e mi parla di quante volte ti scrive messaggi e tu non le rispondi solo perché non hai voglia,
e io sorrido, ed è un sorriso agrodolce,
al pensiero di tutti i viaggi mentali fatti a causa tua, e al tuo animo lunatico.
E a quei due o tre messaggi senza pretese a cui non hai risposto in più o meno sette mesi.
Sette mesi. Sette mesi?! È passato così tanto da Natale, e dalla Christmas Card, e dai miei primi messaggi imbarazzati, e dalle figure da chiodi anche per sms, e dalle prime avvisaglie della _strange infatuation_? E sette mesi in cui la mia immagine di te si è ingrandita così tanto dentro di me.
E tutto questo mi irrita. Mi irrita fuori maniera.
Non ne hai idea.
Comunque il problema rimane.
Alla prossima settimana, my sweet prince, sogni d’oro.

°°ominide è la mia attitudine°°
venerdì, giugno 11, 2004
Ed ecco a voi la vostra blogger dal sorriso argentato più sfavillante del pianeta! Vi parlo da una camera ardente, coperta dal mio costume da bagno (che nome bruttissimo) +porpora+ stanca, felice e sudata (orribilmente poco dandy). Sto dormendo poco, bevendo tanto, ridendo, parlando, odiando Tinetta, delirando nel dormiveglia, distruggendo la psiche dell’amica dandy con la mia presenza ossessiva, sparando commenti cinici (ahhh dovreste sentire come suona detta da me la parola “cinici”, un ammasso di ci-zeta che si accavallano), citando aforismi di O.Wilde, devastandomi insieme all’amica dandy senza l’uso dell’alcool ma solo e puramente psicologicamente, odiando l’umidità, ricominciando ad amare la notte, l’aria, l’estate, i sorrisi, le lacrime, le stupidaggini, le persone reali che mi circondano, i libri, le parole, i discorsi seri, i discorsi stupidi, la luna vista dentro a una stanza *ermeticamente chiusa*, l’entrare nei negozi e provare tutti i cappelli possibili e immaginabili, le mani intrecciate, i metallari balordi, e vado avanti all’infinito. E mi perdo dentro foto di donne ormai morte e bellissime, immobili nella loro giovinezza e bellezza, e mi sembrano angeli, e sono angeli, e in dischi vecchi, in polverosi lp dei miei genitori, e in letti enormemente grandi e rosa, e la mia camera che è uno specchio, tanti cd e tanti libri, fra poco dovrò uscire io, non ci sto più, e niente più cd accastellati, ma solo cd, uno dopo l’altro a formare un’immensa colonna sonora per una vita che sto cercando di costruire, per una vita che odio-amo allo stesso tempo, e non ho più tempo da perdere a piangermi addosso, perché o ci si diverte o ciccia (modo di dire assolutamente burino usato sempre da mia mamma), perché quella tristezza che mi prende al momento di chiudere gli occhi deve essere spazzata via, devo assolutamente buttarla fuori di qui, perché non c’è posto per lei nel mio mondo argento e oro.
![[IMAGE]](http://members.aol.com/Buddy269/portra_1.jpg)

°°ominide è la mia attitudine°°
venerdì, giugno 04, 2004
Ed è così strano, domani ultimo giorno e ovviamente sarò a scuola, l'ultima marina l'ho fatta due settimane fa, 'sta mattina interrogazione di fisica, sto davvero diventando una brava ragazza, mi compiaccio quasi di me stessa. E ancora *gratte*, e ancora una persona che mi gratta i capelli come fossi un cagnolino, un ragazzo tanto dolce che mi fa venire voglia di abbracciarlo e coccolarlo come un bambolotto, e dirci a vicenda dei nostri cuori infranti, e parlare l'uno all'altro delle proprie infatuazioni, e il pranzo con l'altro ragazzo con la zeta alla Muccino junior, ma più dolce, e io che gli dico che è la zeta più bella che abbia mai sentito. E persone conosciute troppo tardi, e strade che si divideranno, per quanto ci si vedrà ancora, ogni tanto. E lo Gnugno e la sua interrogazione di fisica per recuperare il debito alle terza ora, e io alla quinta che lo vedo per le scale e gli chiedo dal piano di sopra com'è andata, e lui che mi risponde *alla grande*, con un sorriso da un orecchio all'altro, e le mie ginocchia che tremano, per un secondo, quel secondo che si distorce infinitamente.
e nessuna voglia che tutto questo finisca, anche solo per un estate, anche solo per un momento, per quanto sia sicura che quest'estate sarà bellissima. Lo deve essere, e lo sarà. E intanto domani nella *metropoli* dell'amica dandy, e non vedo l'ora e ho solo voglia di ridere.